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RIETI - Sui testimoni della sassaiola che hanno portato all'omicidio Marianella aumentano i controlli da parte degli inquirenti.
Secondo indiscrezioni - tuttavia non ancora ufficialmente confermate dalla questura - i testimoni che con le loro dichiarazioni avrebbero permesso l'arresto di Manuel Fortuna, Kevin Pellecchia e Alessandro Barberini - oltre alle verifiche tecniche in materia di analisi delle immagini di videosorveglianza - sarebbero sotto un ciclone di protezione; secondo Il Messaggero, la «polizia ha implementato i servizi di pattugliamento nelle strade, in particolare quelle prossime alle abitazioni dei testimoni».
A scatenare le inquietudini sarebbe stato, appunto, uno striscione apparso all'alba di venerdì lungo la cancellata del PalaSojourner. «Infami nascondetevi, sappiamo chi siete», recitava il messaggio. Tuttavia, non è ancora chiaro se l'intimidazione fosse rivolta ai testimoni o a chi, al termine della partita di domenica 19 ottobre, non aveva partecipato alla sassaiola fatale contro il povero autista romano.
Si attendono gli esiti del Dna
Mentre i tre indagati rimangono in carcere, si attende l'esito degli esami del Dna sul sasso che ha ucciso il 65enne, in modo da poter accertare chi effettivamente abbia tirato la pietra killer.
Fonti rivelano che, nelle ultime ore, la Scientifica ha "isolato" la presenza del Dna del giovane autista e di un tifoso pistoiese, entrambi presumibilmente entrati in contatto durante la concitazione del momento.
Il comunicato - e la denuncia - della Sebastiani Basket
«In merito all’esposizione da parte di ignoti di uno striscione posto all’ingresso del PalaSojourner la RSR Sebastiani Rieti comunica che già da questa mattina ha comunicato alle autorità competenti la presenza di questo striscione da cui la Società prende fortemente le distanze“, scrive la società.
Un atto intimidatorio e che ancor di più arreca danno ad una Società, la nostra, che nulla ha a che fare con questa tragica storia se non come parte fortemente lesa. Non accettiamo che una vicenda, già di per sé estremamente tragica, generi altro odio. Non accettiamo che la nostra Società, da sempre portatrice dei valori più sani dello sport e della correttezza, venga associata a tutto questo odio con uno striscione intimidatorio apposto sui cancelli di quella che è la nostra casa.
Chiediamo che la nostra Città, si opponga a questa spirale d’odio che si sta generando e dimostri con forza la sua lontananza da chi ha commesso questo gesto».