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In tanti alla fiaccolata per Raffale Marianella. Vescovo Piccinonna: «La vita avrà la meglio»

fiaccolata raffaele marianella
Foto ChiesadiRieti.it

Sommario

CONTIGLIANO - Dolore e tanta commozione per la fiaccolata silenziosa in memoria di Raffaele Marianella, l'autista ucciso durante la sassaiola di domenica scorsa lungo la superstrada Rieti-Terni, all'altezza dell'uscita per Contigliano.

Nella prima serata di ieri si sono illuminate centinaia di fiaccole per ricordare Raffaele. Un corteo - fino al luogo della tragedia - composto da famiglie, ragazzi, anziani, associazioni, realtà sportive e rappresentanti delle istituzioni ha attraversato la città in un silenzio carico di emozione. Non c’erano barriere né distinzioni: tutti uniti per esprimere vicinanza alla famiglia della vittima e per prendere le distanze da un atto violento che ha privato la comunità di un marito e di un padre.

Il discorso integrale del Vescovo di Rieti Vito Piccinonna

«Voglio presentarti, Signore, i sentimenti di tutti, nessuno escluso, senza lasciare indietro nessuno. Solo quando noi, uomini e donne, tuoi figli, apriamo il cuore a te, tu puoi donarci la pace. E ne abbiamo davvero bisogno, in questo tempo segnato dall’odio. Anche qui, Signore, abbiamo bisogno di pace.

Signore della vita e della pace, con la preghiera che tuo Figlio Gesù ci ha lasciato come modello, abbiamo imparato a chiamarti Padre nostro. Padre, ti chiediamo di farti sentire soprattutto in questo momento di dolore, di notte e di smarrimento. Sii tu il Padre che accoglie nella tua luce senza tramonto l’anima di Raffaele, che stava semplicemente facendo il suo lavoro. Accoglilo, ti preghiamo, nel tuo abbraccio paterno.

Sii Padre di consolazione per la sua famiglia, per i suoi amici, per quanti condividevano con lui progetti, desideri e speranze che oggi si sono spezzati. Sii Padre di luce, di verità e di misericordia anche per coloro che confondono i valori dello sport con l’inganno della violenza, per chi ancora non ha compreso che la vita è un dono prezioso e impareggiabile, davanti al quale tutto il resto è nulla. Perdona anche noi, perché non siamo stati capaci di insegnare con forza e convinzione che la vita – la nostra e quella degli altri – merita sempre il massimo rispetto, in ogni tempo e in ogni luogo.

Sii paziente con la nostra umanità, spesso superficiale, distratta, rabbiosa, mediocre, incapace di vedere il disagio che si nasconde dietro le apparenze. Sì, o Signore, sii Madre di speranza per tutti: donaci l’umiltà di riconoscere i nostri errori, il coraggio di imparare da essi e il desiderio di non ripeterli più. Fa’ che nessuno di noi alzi mai più la mano contro il proprio fratello. Mai più la violenza: quella che uccide, ma anche quella che ferisce e lascia cicatrici nell’anima, che si manifesta nello sguardo, nelle parole, negli scritti e ancor prima nei pensieri del cuore.

Non permettere che, dopo aver visto il dolore, ci voltiamo subito dall’altra parte in nome di una falsa tranquillità che ci rende inerti e disimpegnati verso gli altri, verso i nostri territori, verso la cosa pubblica, verso i più fragili e verso il futuro. Fa’, Signore, che l’assurda e ingiusta morte di Raffaele porti frutto di cambiamento in ciascuno di noi e nel bene di tutti.

Padre nostro, non stancarti di ricordarci che siamo chiamati a prenderci cura gli uni degli altri, perché ciascuno può diventare vittima o aggressore. Nessuno può rimanere spettatore, come se la vita fosse una partita da guardare dalla panchina.

Padre che sei nei cieli, perdonaci se quaggiù stiamo sbagliando strada. Aiutaci a ritrovare la via della vita, del dialogo, del confronto rispettoso, dello sguardo onesto sulle persone e sulle cose. Donaci compagni di viaggio che ci aiutino in questo cammino, e rendici capaci di esserlo a nostra volta per chi ci sta accanto, fino a tendere la mano anche a chi, come Caino, si è smarrito.

La vita, nonostante tutto, avrà la meglio».

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